I tortellini sono snob, i cappelletti passionali. Al via la sfida tra i due primi

January 21, 2016
in Category: Pasta&food
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I tortellini sono snob, i cappelletti passionali. Al via la sfida tra i due primi

I tortellini sono snob, i cappelletti passionali. Al via la sfida tra i due primi

Cappelletti contro tortellini, la sfida è aperta. Domenica 24 gennaio a Palazzo per Re Enzo (Bologna) si svolgerà un agguerrito derby gastronomico tra due primi amatissimi, uno simbolo dell’Emilia e l’altro della Romagna. A organizzarla è l’Accademia de Caplèt alla sua prima uscita pubblica. L’Accademia, nata dall’intuizione della giornalista Elsa Mazzolini (direttrice della Madia Travelfood, la più antica rivista specializzata per la ristorazione di qualità) e di Alessandro Rossi (attivissimo sul territorio nella valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche della nostra regione), è stata fondata proprio per promuovere e tutelare i piatti tipici della Romagna dalle grossolane imitazioni. Nell’elenco dei piatti da difendere, infatti, non rientrano solo cappelletti, ma anche strozzapreti, passatelli, e le succulente lasagne.20160121_114923

Ma cosa differenzia i cappelletti dai tortellini? Innanzittutto il fatto che i secondi, più conosciuti nel mondo, hanno una ricetta depositata alla Camera di Commercio con tanto di sigillo che determina la grandezza, gli ingredienti del ripieno e la forma. Mentre i cappelletti, piatto natalizio e particolarmente gustoso dei romagnoli, non hanno ancora trovato l’accordo su presentarsi con una ricetta unica. Se nella zona di Cesena verso Rimini e di Santarcangelo nell’impasto è d’obbligo il cedro candito tritato finissimo, a Forlì solitamente sono solo con i formaggi. Del resto il cappelletto è un piatto creativo. Anche una volta l’arzdora di casa apriva la dispensa e a seconda dei formaggi o della carne che le erano rimasti preparava un primo delizioso da accompagnare a un brodo sostanzioso, piatto ideale per far resuscitare i morti.

Di base, però, i tortellini si differenziano dai cappelletti sia per la forma che per l’impasto. Innanzitutto sono più piccoli e all’interno hanno lonza di maiale, mortadella e prosciutto crudo tritati, uova, parmigiano e noce moscata. Mentre i cappelletti, normalmente più grandi, hanno ricotta, caciotta (o raviggiolo), parmigiano, un po’ di lonza, petto di pollo(anche di cappone) e vitello cotti e tirati col burro, scorza di limone o cedro candito e noce moscata.

20160121_113336“I cappelletti – spiega Elsa Mazzolini, sostenitrice accanita della pasta romagnola – sono sicuramente più generosi dei tortellini. Sono il simbolo della nostra terra, noi siamo generosi, ospitali e passionali. Dentro a quel riquadro di sfoglia ci infiliamo il mondo…E la sera, dopo averli lasciati nel brodo tutto il giorno, sono più grandi e ancora più buoni. E’ una festa mangiarli. Non vorremo mica paragonarli all’altezzosità storica dei tortellini? Per carità, i tortellini sono snob, i cappelletti autentici e passionali”.

Si tratta quindi di una sfida a suon di matterello, tradizione e perchè no…di emozioni . A tenere alto il nome della Romagna saranno Riccardo Agostini de Il Piastrino di Pennabilli, Alberto Faccani del Ristorante Magnolia di Cesenatico, Ombretta Farneti dell’Agriturismo Molino D’Ortano di Mercato Saraceno e in rappresentanza delle Mariette Artusiane di Forlimpopoli, Verdiana Gardini. Uno di loro cucinerà anche il cappelletto con il ripieno di passatelli, l’apoteosi della romagnolità.

Dall’altra parte del ring gli alferi dei Tourtlen: Dario Picchiotti dell’Antica Trattoria di Sacerno, Claudio Sordi del Ristorante I Carracci, Vincenzo Vottero dell’Antica Trattoria del Reno e Francesco Carboni dell’Acqua Pazza. Una giuria di esperti (attenzione perchè un giurato di cognome fa Cappelletti….) e una giuria popolare alla fine delle otto degustazioni decreteranno il vincitore tra il tourtlen e il caplèt. Ma non solo, verranno anche premiati il tortellino dell’anno e il cappelletto dell’anno. Per prenotare la cena con diritto di voto scrivere a info.tourtlen@gmail.com oppure telefonare a 347/4020622. “E questo, ricordatevi – ha concluso Alberto Rossi – è solo l’inizio perchè la prossima volta i romagnoli giocheranno in casa”.

Nella foto la presentazione del “derby gastronomico” a Maison Lulù di Cesena 

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