Una serata romagnola tra maiali, piadine d’oro e monumenti

June 14, 2018
in Category: Pasta&food
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Una serata romagnola tra maiali, piadine d’oro e monumenti

Una serata romagnola tra maiali, piadine d’oro e monumenti

Graziano Pozzetto, scrittore enogastronomico, autore (per dare l’idea..) del libro “Caro vecchio porco ti voglio bene. La tradizione del maiale in Romagna”, ha favorito l’atmosfera leggera della serata con battute, a volte anche un po’ spinte, non utilizzando mai il politically correct ma tranciando tutto a metà: o di qua o di là, o buono o cattivo. Il resto l’hanno fatto gli altri, tutti commensali simpatici e socialmente disponibili. E così la serata “Piadina d’autore”, 15esima edizione organizzata all’Ossteria di Savignano sul Rubicone, dalla Confesercenti di Cesena e da una lunga sfilza di altri enti tra cui Associazione Culturale Il Castello, Associazione Romagna Città Futura, Slow Food Cesena, Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola e Conservatoire des Cuisines Méditeranéennes, con il patrocinio del Comune di Savignano sul Rubicone, con il contributo di Credit Comm, Centrale del Latte di Cesena e F.lli Terranova, si è trasformata in una di quelle serate di festa romagnola da non dimenticare.

A dire la verità, noi che facevamo da giuria, abbiamo avuto difficoltà ad attribuire la piadina d’oro perché tutte, e dico tutte, erano veramente di ottima qualità. C’era a chi piaceva più leggera, chi amava quella più sostanziosa, quella cotta di più… Chi ci sentiva un retrogusto di miele, chi troppo sale. Ma alla fine a vincere è stata la piadaiola dello scorso anno, confermata, quindi, la superiorità di Veneranda Salvatori del chiosco di Piavola di Mercato Saraceno.  “Veneranda – l’ho inseguita – ci dica il segreto? Come fa a farla così buona, così leggera ma saporita?” Non ha nemmeno risposto, mi ha fatto solo il gesto di “bocca cucita”. “Okey, Veneranda, ho capito, ma mi dispiace…Volevo raccontare qualcosa ai miei lettori di nuovo. Un segreto…” tinin mantegazza

Visto che non posso dirvi nulla degli ingredienti usati dall’autrice della piadina d’oro,  vi racconto quello che mi ha detto la moglie di Ilario Fioravanti, Adele, grande donna e commensale veramente simpatica e arguta. “All’inizio Ilario aveba detto di no – mi ha spiegato Adele – non aveva nessuna intenzione di realizzare il monumento alla piadina, troppi contenuti, troppo di tutto…. Ma poi in due o tre notti si è messo a lavorare come un diavolo e ha fatto bozzetti, plastici, praticamente tutto…”.  “Tutto? – chiedo io – e allora perchè non si fa. Una Romagna senza il monumento alla piadina è una Romagna un po’ azzoppata…”  Ma sul perché anche Adele non si è pronunciata anche se a fine serata, secondo me, qualcuno (erano presenti sindaci e assessori…) ha iniziato a pensarci seriamente. Chissà che prima o poi un bel tocco di pane cotto sui testi non venga collocato in qualche rotonda o piazza al posto di fontane raccattazanzare?

tortaA parte gli scherzi, la serata è stata molto simpatica e piacevole e il merito, oltre che agli organizzatori della Confesercenti, va anche al cuoco di Ossteria e agli altri piadaioli in gara: Marina Guidazzi (chiosco a San Carlo di Cesena, via Castiglione, 33); Paola Ceredi (chiosco a San Vittore di Cesena, via Settecrociari, 6451); Elisa Lugaresi (chiosco “La Regina della Piadina” a Torre del Moro di Cesena, via San Remo, 35); Sabrina Rocchi (chiosco “Il Chiosco di Sabri” a Cesena, via Versilia, 190); Michael Zanotti (chiosco L’Angolo della Pida, a Cesena, via Mulini, 20). Alla prossima piadina, e magari di bronzo ma in dimensioni da dinosauro…

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