“Pan di San Giovanni”. Agli scettici dico: provate per giudicare

June 12, 2026
in Category: Pasta&food
108
“Pan di San Giovanni”. Agli scettici dico: provate per giudicare

“Pan di San Giovanni”. Agli scettici dico: provate per giudicare

Quasi tutte le feste tradizionali hanno un dolce tipico, un cibo capace di racchiudere il senso dell’evento e richiamare il suo sapore. Anche la festa di San Giovanni di Cesena, che si festeggia ogni anno per 5 giorni intorno al 24 giugno e rappresentata da sempre da un fischietto di zucchero, ora ha il suo dolce. Si chiama “Pan di San Giovanni” ed è un panettone estivo a lenta lievitazione, realizzato dal maestro gelatiere Roberto Leoni. Gli ingredienti sono quelli di San Giovanni, ovvero profumo di lavanda, aggiunto al burro con cui è impastata la farina, e farcitura con pezzi di pesca candita e mandorla tostata. Per chi non lo sapesse nel territorio dalla prima metà del Novecento esiste una storica varietà di pesca a polpa bianca che si chiama “La bella di Cesena”.

Ovviamente sul gradino più alto del “podio della tradizione” resta il fischietto ma da quest’anno il Pan di San Giovanni cercherà di fare breccia nel cuore dei cesenati. Ma una domanda sorge spontanea: è autentica volontà di potenziare la memoria collettiva della festività o solo mero business gastronomico? Diciamo innanzitutto che l’idea del dolce dei santi nasce da lontano (si parla addirittura di Medioevo) e non è una trovata furba di questi anni. Si tratta di un pane realizzato con i prodotti trovati in casa che necessitano sempre di lievitazione e l’aggiunta di frutta secca (le noci vengono paragonate ai santi che popolano il Paradiso). In questo caso, omaggiando un solo santo, San Giovanni, si è scelto la mandorla perchè è una coltivazione in espansione nel cesenate. L’aggiunta della pesca diventa un modo intelligente di omaggiare le risorse del territorio, mentre l’aroma di lavanda è un chiaro riferimento alla purezza e al battesimo, legato a San Giovanni.

Più che di business, quindi, possiamo parlare di volontà di riempire un ingiustificato vuoto. Viene da chiedersi, infatti, perché nessuno ci avesse mai pensato prima? E con queste domande vi lasciamo alla parte più importante: l’assaggio. Andate alla festa di San Giovanni e assaggiate una fettina del nuovo dolce prima di giudicare. Si presenta morbido, soffice e profumato al primo morso, croccante e fresco ai successivi. Sarà un’esperienza che impreziosirà il sapore di festa. 

 

Share
, , , , , , ,