Messaggi d’amore ad alta gradazione, Miky Degni l’artista che dipinge col vino

March 29, 2017
in Category: Pasta&food
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Messaggi d’amore ad alta gradazione, Miky Degni l’artista che dipinge col vino

Messaggi d’amore ad alta gradazione, Miky Degni l’artista che dipinge col vino

C’è chi col vino ci disinfetta frutta e verdura, chi lo utilizza al posto del tonico per migliorare la luminosità della pelle, chi lo trasforma in una perfetta esca per mosche e moscerini, e chi, in maniera sicuramente più originale, ci realizza dei bellissimi dipinti. miky degni
Sì col vino, specialmente quello rosso, si possono creare quadri molto particolari, capaci di  unire la gioia del gusto alla bellezza dell’arte. Il massimo esperto del settore è Miky Degni (nella foto in basso), artista e graphic designer milanese, che sta girando l’Italia con le sue curiose performance dal nome “Amor di Vino”. Tra i vini che utilizza per realizzare le opere (ormai ne ha collezionate più di 200) non poteva mancare il Sangiovese di Romagna. “Un vino che – come spiega Miky Degni – è il risultato di tanto lavoro, storia, grande manualità e amore. Il vino è arte, passione”. E utilizzarlo per i quadri non significa sprecarlo, anzi, vuol dire elevarlo a veicolo di bellezza, senza nulla togliere alla sua indiscutibile bontà. Un’operazione estrosa e intelligente che vede  il nettare degli dei trasformarsi  in bellissime donne “ubriache”, messaggi d’amore ad alta gradazione e cuori che appaiono fragili ma inaspettatamente corposi all’assaggio. E se prendiamo per buono il detto “in vino veritas”, i punti in comune con l’arte, capace da sempre di svelare la realtà, allora sono veramente moltissimi. E Miky Degni si diverte a mostrarceli tutti.

Miky, ci sono vini con i quali si dipinge meglio?
Sicuramente con quelli più corposi e strutturati.

Hai mai dipinto col Sangiovese di Romagna?
Sì certo, una volta ho dipinto col Sangiovese di Romagna durante una performance all’Alexander Museum di Pesaro. In quell’occasione  ho realizzato un autoritratto.

Resta l’odore di vino?
Beh, sì… Quando la carta è ancora impregnata di vino l’odore avvolge lo studio e sembra di essere in una cantina anziché in uno studio d’artista. Man mano che il vino si asciuga l’odore svanisce.

I soggetti sono sempre a tema amoroso?
No, non sempre anche se è il tema che prediligo. Ho dipinto un po’ di tutto, dai ritratti alle biciclette, passando per l’astrattismo e l’erotismo.

Su cosa dipingi? Utilizzi anche altri supporti (colori, vernici…)?
Dunque, essendo il vino a base acquosa dipingo solitamente su carta, su un supporto pregiato come la famosa Carta d’Amalfi, una carta che viene realizzata con un procedimento del 1600. Questa carta a contatto con il vino riesce a dare risultati eccezionali. Ho provato anche con altri supporti ma i risultati sono stati piuttosto deludenti, per questo ho scelto la carta d’Amalfi.

Sinestesia dei sensi? Olfatto, tatto, gusto, vista… manca l’udito?
Nelle arti visive e soprattutto nel mio caso, usando il vino, il primo ricettore sensoriale è il gusto, e potrei usare questo aggettivo come  metafora per dire che anche l’udito la fa da padrone. Nel mio tour “per Amor di Vino” infatti l’udito è il protagonista dei cinque sensi perché mi esibisco in performance live con musicisti jazz. Loro suonano e io dipingo, dando vita così a una contaminazione sensoriale-percettiva  che coinvolge tutti i sensi.

A cosa ti ispiri?
In genere non mi ispiro, sono le persone che mi ruotano intorno ad ispirarmi.

Hai previsto di venire in Romagna? Quali sono i tuoi progetti a breve scadenza?
Al momento non ho date in Romagna ma sarei ben felice di poter venire ad esporre o esibirmi in questi luoghi che mi ricordano l’infanzia delle vacanze estive. Invece per quanto riguarda i prossimi progetti sto lavorando a una serie di lavori inediti sul tema della Bellezza. Si tratta di dipinti diversissimi da quelli che avete visto fin ora, ma saranno una sorpresa e, chissà che la mia prima tappa non parta proprio dalla Romagna!

Tu bevi bene? Come lo definiresti il vino in un pranzo?
Lavorando sia come artista che come graphic designer ho avuto la fortuna di frequentare diverse case vinicole italiane, queste esperienze mi hanno fatto scoprire come si apprezza un vino, come si accosta ai cibi e tutto il lavoro che c’è dietro ad ogni singola bottiglia. Si, direi che bevo bene, ma ho imparato a farlo educato da grandi maestri.

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