Sorrivoli, tra burattini e poesie di Benigni

January 19, 2016
in Category: Passato di parole, Turismo
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Sorrivoli, tra burattini e poesie di Benigni

Sorrivoli, tra burattini e poesie di Benigni

Novantotto abitanti in tutto e un castello eretto nell’anno Mille. Sorrivoli è a 7 chilometri da Cesena, (FC) sotto il comune di Roncofreddo. Nella fortezza, in cui ha fatto i primi passi il Centro per la Pace dedicato a padre Ernesto Balducci, ora si trovano la parrocchia di Sant’Aldebrando e una trattoria gestita dalla cooperativa sociale “Terra dei miti” dove si mangia romagnolo. Poco più in là il fiume Rubicone, detto Pisciatello-Urgon, attraversato, secondo la leggenda, da Giulio Cesare mentre si stava dirigendo a Roma. Fu lì che pronunciò la famosa frase: “alea iacta est” (il dado è tratto), scatenando così la guerra civile che segnò la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero. Sorrivoli è un luogo magico, un posto in cui bisogna tornare, soprattutto d’estate quando dall’ampio cortile del castello si arriva a vedere il mare. Mangiare al fresco, durante gli eventi culturali (a fine agosto si tiene il festival internazionale dei burattini), è un’esperienza da non perdere. Non a caso un ospite fisso è Roberto Benigni, marito della cesenate Nicoletta Braschi, che anni fa nei dintorni di Sorrivoli ha acquistato anche una casa. Il comico toscano gli ha dedicato anche una piccola ode: “Quei tetti aguzzi chi li disegnò? Chi mise in ciel quei passerotti frivoli? Mille volte più bella di Rio Bo, più misteriosa e magica: Sorrivoli”.

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