10 luoghi da vedere nella Romagna cesenate

January 22, 2016
in Category: Pasta&food, Turismo
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10 luoghi da vedere nella Romagna cesenate

10 luoghi da vedere nella Romagna cesenate

Da una parte il mare, dove vengono servite vongole e saraghina. Dall’altra, superate le colline cesenati, al posto del maiale nel piatto appare la bistecca alla Fiorentina. E questo perché nel giro di una sessantina di chilometri il territorio cesenate si estende tra l’ orizzonte infinito e la Toscana, e comprende 15 comuni diversi tra loro per anima e carattere. Si va dalla sorgente del Tevere che arriva dritto a Roma, al porto canale di Cesenatico, che per tutto l’anno gode della protezione di un artificio progettato nientepopodimeno da Leonardo da Vinci. Piccole cose che fanno grande un territorio. Senza parlare della fantasia di chi abita questo territorio. Solo un romagnolo poteva elevare a marchio enologico un bandito (Il Passatore) facendolo diventare etichetta di un Sangiovese, un vino rosso come il sangue. Una terra di passioni, di eccessi ma anche di laboriosità. Qui, più di un imprenditore è nato dal nulla facendo fortuna sia grazie alla volontà tipica della gente che lavora a testa bassa che all’audacia di chi, invece, lo sguardo lo getta aldilà del mare. Orizzonte che da sempre affascina gli avventurieri invitandoli a osare. Ecco di questo sono capaci i romagnoli cesenati. e queste sono le attrazioni più belle che si trovano in questo territorio.

CASTELLO DI SORRIVOLI TRA BURATTINI E POESIE DI  BENIGNIsorrivoli

98 abitanti in tutto e un castello eretto nell’anno Mille. Sorrivoli è a 7 chilometri da Cesena, sotto il comune di Roncofreddo. Nella fortezza ha fatto i primi passi il Centro per la Pace dedicato a padre Ernesto Balducci, ora si trovano la parrocchia di Sant’Aldebrando e una trattoria gestita dalla cooperativa sociale Terra dei miti dove si mangia molto bene. Poco più in là il fiume Rubicone, detto Pisciatello-Urgon, attraversato, secondo la leggenda, da Giulio Cesare mentre si stava dirigendo a Roma. Fu lì che pronunciò la frase diventata famosa: “alea iacta est” (il dado è tratto), scatenando così la guerra civile che segnava la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero. Sorrivol è un luogo magico soprattutto d’estate quando dall’ampio cortile del castello si vede il mare. Mangiare al fresco, durante gli eventi culturali (a fine agosto si tiene il festival internazionale dei burattini), è un’esperienza da non perdere. Non a caso un ospite fisso è Roberto Benigni, marito della cesenate Nicoletta Braschi, che anni fa nei dintorni di Sorrivoli comprò anche una casa. Il comico toscano gli ha dedicato anche una piccola ode: “Quei tetti aguzzi chi li disegnò? Chi mise in ciel quei passerotti frivoli? Mille volte più bella di Rio Bo, più misteriosa e magica: Sorrivoli”.

GAMBETTOLA DOVE IL ROTTAME E’ UNA RISORSA

gambettolaGrammofoni, sidecar, pezzi di antiquariato, busti di Mussolini: a Gambettola ci si può trovare veramente di tutto, anche i rottami dei tre aerei MB339 delle Frecce Tricolori che il 28 agosto del 1988 si scontrarono in volo durante la manifestazione della Nato a Ramstien in Germania in cui morirono due piloti e 67 spettatori, ferendone più di trecento. Lo straccivendolo (in dialetto “e strazèr”) è stato il protagonista dello sviluppo gambettolese nel secondo dopoguerra. Alla fine dell’Ottocento per scampare alla fame raccoglievano stracci, pelli di coniglio e vecchi arnesi. Poi a metà degli anni Cinquanta i figli di quelli che collezionavano gli scarti si trasformarono in imprenditori del rottame. Nel 1989, come è accaduto a Prato, anche a Gambettola è stata realizzata una statua alta 2 metri dedicata allo “strazèr de Bosch”. Si trova lungo Corso Mazzini in un piccolo giardinetto. Ora il giro di affari raggiunge 300 milioni di euro l’anno. Da visitare e perderci la testa la Mostrascambio che si svolge due volte l’anno (in maggio e in settembre) e richiama quasi 1000 espositori. Informazioni: www.mostrascambio.org

CESENATICO, VENTI CONSERVE PER IL PESCE

Quello di Cesenatico è l’unico presepe realizzato sull’acqua. La natività si trova, infatti, sulle barche piazzetta-delle-conservedel suggestivo scenario del Porto Canale leonardesco. E’ dal 1986 che a Cesenatico, a opera degli artisti Maurizio Bertoni e Mino Savadori su progetto di Tinin Mantegazza e da un’idea di Guerrino Gardini, viene allestito un presepe in legno, con personaggi legati alla marineria. La prima statua è quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico, poi si sono aggiunte altre figure, dal pescatore, alla piadinaia, al suonatore di fisarmonica. Lo spettacolo è di grande effetto soprattutto di notte per il gioco di luci che avvolge le imbarcazioni. Da qualche anno sotto le feste natalizie viene organizzato anche il Villaggio di Babbo Natale con giochi, piste di ghiaccio ed eventi. Ma Cesenatico è anche la città in cui si svolge una bella festa di pesce due volte l’anno “ll Pesce fa festa” (maggio, novembre) dove i pescatori friggono sul momento il pesce “povero” pescato nell’Adriatico (sardine, acciughe, saraghine) e lo vendono in cartocci, oppure si possono assaggiare ottimi piatti cucinati da chef di grande esperienza. Città di Pantani, accanto alla stazione ferroviaria è stato realizzato uno spazio dedicato interamente al Campione romagnolo. Al suo interno è possibile ripercorrere la carriera del “Pirata” attraverso foto, cimeli, ricordi e materiali audiovisivi. Non a caso vi si svolge la Novecolli, gara di ciclismo che richiama migliaia di sportivi. Ultima curiosità di Cesenatico è piazza delle Conserve in cui sono state restaurate tre conserve (conserva è la prima forma di ghiacciaia per conservare cibo ma soprattutto il pesce). Anticamente ce n’erano almeno una ventina.

LONGIANO CITTA’ AMATA DAGLI ATTORI

Tutto il meglio del teatro, del cabaret e della musica italiana è passato dal teatro Petrella di Longiano. Qui si sono esibiti Vittorio Gassman, Dario Fo e
Franca Rame, Bruno Ganz, Alessandro Teatro_PetrellaBergonzoni, Lella Costa, David Riondino, Ivano Marescotti, Paolo Rossi, Bebo Storti, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Stefano Bollani, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ludovico Einaudi, Francesco Guccini, Paolo Conte, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, gli Avion Travel, Claudio Baglioni. Dopo essersi esibiti al Petrella la maggior parte degli artisti (soprattutto i cabarettisti di Zelig) prenotavano a Roncofreddo all’albergo ristorante Venturi considerato un vero e proprio “rifugio”. Qui hanno abitato per molte settimane Ivano Fossati e Fabrizio De André mentre lavoravano insieme alla realizzazione del cd “Anime Salve”. Una specie di residenza artistica vissuta alla grande grazie all’ospitalità di Cino Zamagni, gestore di Venturi, tra tagliatelle alla romagnola, buon Sangiovese e suggestivi paesaggi collinari. Si dice anche che in queste colline Ambra Angiolini e Francesca Renga abbiano sigillato il loro amore. Ma Longiano è famosa anche per i suoi presepi, ogni anno, da 25 anni, Longiano diventa la città dei presepi. La città si riempe di angoli e prati con le natività a grandezza umana, meccanici, artistici, virtuali. Ce n’è veramente per tutti i gusti. Da vedere la Rocca e la Fondazione Tito Balestra, museo italiano d’arte moderna e contemporanea, situato nei locali del Castello Malatestiano di Longiano. Al suo interno ospita una delle raccolte d’arte moderna e contemporanea più ricche dell’Emilia Romagna.

UN COLLARE PER SCACCIARE LA “SFIGA”

collareUna cittadina legata a un piccolo oggetto di ferro. Che sarà mai? Una croce? Un resto archeologico? No. E’ un collare, uno di quelli che si chiudono al collo come se fosse una sorta di cintura. Sarsina, cittadina che si trova a 35 km da Cesena, sorta 600 anni prima di Cristo e nota anche perchè patria del commediografo romano Plauto, è legata a doppio filo a un piccolo collare di ferro risalente al periodo romano, costituito da due semicerchi uniti tra loro da uno snodo che prende il nome di collare di San Vicinio. San Vicinio fu il primo vescovo della Chiesa di Sarsina. La tradizione dice che venne eletto vescovo direttamente da Dio, come risulta dalla scena del quadro che si trova nella Cappella a lui dedicata, all’interno della Concattedrale di Sarsina. Resse la diocesi per poco più di 27 anni. Si racconta che in vita operò per il bene delle persone, soprattutto gli infermi e i “posseduti” esercitando una specie di esorcismo. Proprio quel collare di ferro sembra sia appartenuta al Santo e che nei momenti di preghiera e meditazione, si appesantisse il collo con una grande pietra, appendendovela col collare e una catena. L’opera miracolosa del Santo continuò anche dopo la sua morte, richiamando vari pellegrini per trovare pace o benefici. A distanza di quasi 17 secoli, i devoti continuano ancora oggi a celebrarlo. Durante le solennità di San Vicinio, infatti, tuttora, c’è la fila di persone che si fanno appoggiare al collo l’oggetto benedetto per scacciare sfighe e malanni vari. Ogni anno la manifestazione si svolge nella piazza centrale della città, intitolata a Plauto. Al commediografo è stata dedicata anche un’arena in cui d’estate si mettono in scena le commedie plautine in un’atmosfera particolarmente suggestiva. Informazioni www.plautusfestival.it.

SCARPE A GOGO, E TUTTE DI MARCA. A UN…PASSO DAL POETA

Qui ogni passo ha un valore molto alto. Non a caso il Rubicone è la patria delle scarpe di lusso. Nel scarpadistretto calzaturiero di San Mauro Pascoli e Savignano si trovano firme come Casadei, Rossi, Baldinini, Vittorio e Alberto Pollini, veri maestri del buon stile italiano che “fanno le scarpe” a tutti i divi del mondo. In un fazzoletto di 15 chilometri quadrati operano complessivamente 120 aziende di calzature (2.500 addetti) 138 aziende di componentistica, 9 aziende di calzature a mano e la produzione annua è di 15 milioni di paia di scarpe, 10 milioni delle quali vengono esportate. Si lavora molto anche in contoterzi per le grandi griffe come Versace e Dolce & Gabbana. Vale la pena fare un giro in zona anche perchè ogni azienda ha un outlet da visitare, ideale per fare acquisti. A San Mauro Pascoli non si trovano solo tacchi e suole di lusso ma anche la casa dove nacque Giovanni Pascoli, uno dei maggiori poeta decadenti italiani, nato a San Mauro di Romagna nel 1855. Fu nel 1932 che in suo onore San Mauro di Romagna venne trasformato in San Mauro Pascoli. E’ possibile visitare sia Casa Pascoli che Villa Torlonia con la sua torre (amministrata per un periodo dal padre di Giovanni Pascoli) Per visite guidate info@casapascoli.it– 0541.810100.

SOGLIANO, DOVE IL BUIO NOBILITA IL FORMAGGIO

Linfossatura-dei-formaggiEntrano pecorino ed escono pregiati formaggi di Fossa. Un piccolo miracolo che la prima volta si manifestò per caso centinaia di anni fa. Nella zona di Sogliano al Rubicone per evitare che i banditi, durante le loro scorrerie, rubassero oltre a piccoli animali e verdure anche il formaggio, escogitarono di nasconderlo in fosse scavate nella campagna e sigillate da sassi e fogliame. Quando, dopo mesi, andarono a estrarlo, trovarono delle caciotte molto più saporite e buone. Ecco com’è nato il Fossa. E’ un formaggio da meditazione diventato il simbolo di Sogliano. E’ da apprezzare con marmellate (quella di zucca piccante è ideale) e miele. Ma anche con acini di uva e la classica pera. Se andate in questa magica località – apprezzata dai ciclisti che non temono le sfide con salite e discese – non perdetevi un giro istruttivo nelle fosse del paese. Quelle di Venturi sono tra le più antiche e rinomate. Verso la fine di novembre solitamente c’è la festa in onore del formaggio che viene estratto dalle fosse e assaggiato. L’evento, articolato in tre domeniche, è arricchito da numerose manifestazioni collaterali: mostre, spettacoli e convegni.Info: www.comune.sogliano.fc.it

A BAGNO DI ROMAGNA DAL TERRENO SGORGA ACQUA CALDA

In antichità l’acqua di Bagno di Romagna era considerata di origine divina. Oggi i geologi spiegano bagno di romagnache, nonostante non si tratti di un dono divino, le acque termali della località incastonata nell’appennino tosco-emiliano sono comunque un piccolo “miracolo” della natura: quell’acqua calda è infatti la pioggia caduta 10.000 anni fa nella parte centrale dell’Appennino tosco-romagnolo. Nel corso di questi millenni è penetrata nel sottosuolo, si è riscaldata per effetto geotermico e arricchita di benefiche virtù. L’acqua, infatti, è un concentrato di elementi naturali attivi (zolfo, bicarbonato, sodio, potassio, calcio, magnesio, fluoro, cloro, litio, manganese, ferro ammonio). Dopo aver acquistato tutti questi elementi, l’acqua risale lungo una faglia, fino a Bagno di Romagna dove fuoriesce a temperature tra i 39°C e 47°C. E’ un acqua medicamentosa perchè è in grado modificare ed influenzare positivamente le condizioni del nostro organismo, attivando anche le naturali difese dell’organismo. E’ tollerata da tutti perché non possiede gli effetti collaterali dei farmaci. Oggi l’acqua calda, che con sorprendente continuità sgorga fin dal tempo dei romani, è fruibile nei tre moderni stabilimenti termali di Bagno: Terme S. Agnese, Terme Roseo, Euroterme. Bagno è famosa anche per il sentiero degli gnomi, un sentiero tra i boschi in cui sono state ricreate le abitazioni dei piccoli folletti, gli animali loro amici e le storie che li accompagnano. E’ un sentiero di poco più di 2 chilometri ed è facile da compiere. Contatti pietrapazza@ilgirovagotrek.it


LAGO DI QUARTO: SPORT, SALUTE E PASSEGGIATE

Il lago di Quarto si trova a Sarsina e si è formato in seguito alla frana dell’altulago quartora denominata Montalto,nel 1812. La frana causò la morte di 18 persone, sommergendo una grande area agricola. l lago prese il nome della omonima località del comune di Sarsina; ha una forma a L, le cui estremità corrispondono all’immissione dei due principali corsi d’acqua che vi entrano, il Savio e il torrente la Para. Le sponde del bacino solo nella zona più prossima allo sbarramento sono rocciose, mentre in tutta la restante parte sono ricoperte da canne. Quarto, in antichità, era un passaggio obbligato per i pellegrini diretti a Roma, e deve il suo nome alla distanza che lo separa dall’antico municipio romano di Sarsina, quattro miglia romane, lungo la strada che da Sarsina porta alla capitale. In questa area sono presenti moltissime specie di vegetali e animali e il lago si presta a escursioni in canoa, pedalò o in barca. Gli sport praticat sono bird watching e pesca sportiva. Durante tutto l’anno organizza feste, sagre paesane, escursioni alla scoperta dei luoghi di interesse storico e artistico, di cui è ricco il nostro territorio, spettacoli teatrali e musicali che coinvolgono un pubblico sempre più vasto. Sul lago si svolgono alcune feste da non perdere: Quarto un lago in festa e Biolago, sagra del Bioloico e dell’Ecologia. A Sarsina, in via dei Laghetti, tra l’altro si trova l’azienda Remedia in cui si coltivano, raccolgono e trasformano le piante officinali per il benessere la salute e la bellezza. Oggi consiste in oltre 100 specie di piante aromatiche, medicinali, alberi ed arbusti distribuite su 20 ettari di terra. Vende anche via internet in tutto il mondo.

MONTELEONE, L’AMORE CLANDESTINO DI TERESA E GEORGE


byronA Monteleone tutto parla d’amore. Poco meno di 200 anni fa nel castello arroccato sul cucuzzolo (il borgo medievale da porta a porta misura 100 metri) si consumò una storia estremamente passionale tra due giovani affascinanti e intellettualmente molto vivaci. Lei la contessa Teresa Gamba, ravennate moglie del sessantenne Alessandro Guiccioli, proprietario della rocca di Monteleone. Lui, il poeta inglese Lord Byron che, in una lettera spedita a un amico, definì la giovane romagnola “bella come l’aurora e calda come il mezzogiorno”. Il poeta inglese conobbe la contessa ravennate a Venezia nel 1819. Aveva 18 anni, era fresca e piena di vita. Byron si innamorò di lei dal primo istante. Lui la raggiunse a Monteleone, nella rocca, e il loro rapporto clandestino durò quasi due anni. Fu un’unione anche intellettuale perchè il poeta, grazie a lei, si legò agli ambienti rivoluzionari della carboneria. Il loro amore andò avanti finchè nel 1824 il poeta non morì a 36 anni di meningite durante la sua guerra in Grecia per liberare la popolazione dall’oppressione ottomana. Teresa Gamba, vedova di Guiccioli, si risposò, e scrisse senza mai pubblicarla la biografa dell’uomo che le aveva conquistato il cuore. La intitolò “Vie de Lord Byron en Italie” più di 1700 fogli che ancor oggi si possono visionare alla biblioteca Classense di Ravenna. La rocca oggi è proprietà dei Conti Volpe che hanno trasformato la Torre del Castello e alcuni casali in agriturismo. Da non perdere un altro locale nel borgo: il circolino di Monteleone, d’estate un posto magico, si può mangiare sotto un fico e ammirare un paesaggio incantato.

Se vi è venuta fame e volete informarvi sui ristoranti migliori di Cesena ecco un post dove vi spiega dove e cosa si mangia nella città Malatestiana. http://www.animaepasta.it/i-ristoranti-piu-caratteristici-di-cesena/

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