Piatto dell’amore tradito: come buttarsi alle spalle una storia sbagliata

November 13, 2015
in Category: Pasta&food
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Piatto dell’amore tradito: come buttarsi alle spalle una storia sbagliata

Piatto dell’amore tradito: come buttarsi alle spalle una storia sbagliata

La coppia è un insieme di tre persone

di cui una è temporaneamente assente

(David Riondino)

Non desiderare la donna d’altri. Ad avvisarci, prevedendo catastrofi irrimediabili, è il nono comandamento della Bibbia. Le Sacre Scritture, conoscendo le passioni e le debolezze che dominano l’uomo, mettono le mani avanti e si raccomandano di non d’iniziare nemmeno a desiderare chi è già impegnato sentimentalmente. Già il pregustare un tradimento diventa peccato: s’inizia col desiderio, si prosegue con la seduzione, poi segue l’atto.

Forse Dio, in tutto questo crescendo di situazioni, non è stato messo al corrente che esiste anche la possibilità di un innocuo flirt. Spesso flirtare e giocare a sedurre serve solo a renderci più sicuri, è una conferma teorica che piacciamo ancora. Ci si guadagna in autostima e ci si sente meno “chiusi” nella coppia. Avere la sensazione di essere indipendenti è un elemento fondamentale per costruire relazioni stabili.

L’infedeltà vera e propria, quella recidiva, invece, quasi sempre si trasforma in tragedia. Decine di pacchetti di kleenex consumati dal tradito, sensi di colpa nel traditore, famiglie intere rovinate e la sensazione di uscirne tutti sconfitti.

L’azione del tradimento è una situazione capace di far soffrire profondamente sia chi la pratica che chi la subisce. A livello emozionale è simile a uno tsunami che muove contemporaneamente molte sensazioni: rabbia, tristezza, vergogna, impotenza, aggressività, autocommiserazione e calo della stima. Si tradisce perché c’è qualcosa di importante che non va nella coppia e, invece di affrontare il problema interrompendo la relazione come sarebbe normale fare, si va avanti creandosi una vita parallela.

Il motivo portante del tradimento, quindi, è la paura di aprire quella porta che, una volta spalancata, renderebbe chiara la fine dell’amore.

Anche chi viene tradito solitamente è consapevole che il rapporto non funziona più da tempo, ma ciò che continua a fare è recitare, fingere che tutto proceda bene. L’amore tradito finisce sempre con uno dei due che, alla fine, trova un pretesto per far scoppiare il caso, affrontare il problema e risolverlo. Del resto non è sano vivere tutta una vita nella finzione. Una volta che il tradimento viene scoperto sono tutti più tristi ma anche più leggeri.

Serve un piatto che dia sollievo ma anche il giusto vigore per reagire, come una sberla in faccia che riporti il tradito alla realtà. Un piatto reattivo, non consolatorio.

E cosa c’è di meglio che rendere evidente quel tradimento che solitamente è subdolo e viene tenuto nascosto per evitare la rottura? Quella rottura tanto temuta durante il periodo della “cornificazione” dev’essere presente proprio per obbligare chi mangia a consumarla fino in fondo. Una volta affrontata a testa alta, come effetto catartico, il tradito ma anche il traditore si sentiranno meglio e più leggeri.

Rottura di gusto. Rottura di temperatura. Rottura di colori. Il piatto dell’amore tradito è un “aspic mediterraneo” su una salsa di basilico. Un piccolo budino di gelatina di pomodoro con un cuore di mozzarella di bufala servita su una base di basilico. Sapori mediterranei, consolatori, che ricordano i piatti estivi materni, assaggiati nel giardino della casa sul mare, ma questa volta rivisitati in maniera più fredda e distaccata. Obbliga a vivere con tutti i sensi quella rottura che sia da traditori che da traditi non si è stati capaci di vivere per paura di mandare tutto l’ordinario all’aria. Di solito è un piatto che spiazza e non incontra molto apprezzamento nei commensali, quindi evitate di farvi tradire. Ne trarrà giovamento anche la vostra cucina.

Ricetta

Sbollentare i pomodori in acqua bollente per qualche minuto. Togliere semi e buccia e tritarli nel mixer insiema a un aglio. Il succo va messo a riscaldare con due cucchiaini di agar-agar e portato ad ebollizione per una ventina di minuti. Riporre in una forma e lasciare riposare in frigo per altri 20 minuti. Nel frattempo far bollire mezzo litro di acqua (con 1 cucchiaio di agar-agar) e versarci dentro quando è spento un po’ di philadelphia e mozzarella di bufala tritata. Versare nelle formine sopra il pomodoro e riporre in frigo per 4 ore.
Sformare e servire con una salsa fatta di basilico, olio e erbe fini tritate.

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