Simone smette di fare l’architetto per allestire un food truck di passatelli

September 21, 2017
in Category: Pasta&food
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Simone smette di fare l’architetto per allestire un food truck di passatelli

Simone smette di fare l’architetto per allestire un food truck di passatelli

Un progetto architettonico ha molte cose in comune con la preparazione di un piatto: si deve usare buon materiale, serve un approccio creativo ma logico, è importane il fattore esperienza e l’ambiente in cui si opera (la cucina come lo studio)è un gran bel laboratorio d’idee. Deve averlo pensato anche Simone Silvani, 40 anni, originario di San Piero in Bagno, ora residente a Longiano, che, dopo 13 anni di libera professione nello studio Arches di Cesena, ha deciso di appendere al chiodo squadra e righello e utilizzare nuovi strumenti: forchette e padelle.
Da qualche mese, infatti, ha aperto, condividendo il progetto con Silvia D’Altri, consigliere comunale e operatore dell’Ufficio Turismo di Cesena, un food truck dal nome “Aspasso”. Un food truck che, per ora, si pone l’obiettivo di unire le eccellenze dei vari prodotti locali (coinvolgendo sia le piccole che le grandi aziende) e portare in giro un pezzo di Romagna molto gustosa.
“Non mi dava più soddisfazione il lavoro di architetto – spiega Simone – anche perché quando si fa l’università nessuno ti spiega che il 70% (e anche di più) di quello che si farà riguarderà la produzione di documenti, i passaggi burocratici, il moltiplicarsi di carte. Insomma la progettazione, quella che piaceva a me, è una parte molto piccola del lavoro. Solo qualche bravissimo e conosciuto architetto può esercitare in questo modo e basta. Quindi, non vedendo un gran futuro, un anno fa ho deciso di interrompere l’attività e coltivare una passione che ho sempre avuto nel cuore: cucinare.
Ho seguito un corso di alta cucina a Bologna (Food Genius Academy) e poi ho frequentato uno stage dallo chef Gorini alle Giare, un ottimo cuoco da cui ho imparato molto. Una volta che ho preso fiducia, grazie alla passione innata e l’appoccio progettuale acquisito, sono artito con l’idea di un Food Truck e la ricerca del mezzo. Si parla di un investimento che, comunque, si aggira sui 30/40 mila euro. Il nostro furgone – continua Simone – ha una bella storia alle spalle. Arriva direttamente da Roma e per una ventina di anni ha girato intorno al Colosseo vendendo bibite. L’abbiamo rimesso a nuovo, reso adatto a cucinare con accorgimenti innovativi e poi gli abbiamo dato questa immagine un po’ vintage ma non troppo smielosa”.
I piatti forti di Simone sono i passatelli asciutti da passeggio conditi con cacio di fossa di Sogliano e pepi. “L’ho cucinato così in onore proprio del mezzo su cui viaggiamo e cuciniamo. Cacio e pepe è un piatto tipico di Roma – spiega Simone – io l’ho un po’ riadattato alla Romagna. E’ quello che mi richiedono di più. L’hanno mangiato quest’estate a Santarcangelo anche con 40 gradi”.
C’è anche il passatello affumicato con ragù di mora romagnola, piadina fritta con squacquerone e rucola, panino toscano con la tagliata, hamburger di struzzo con cipolla stufata, salsa all’aneto e mix di misticanza. Ma la sua prossima sfida sarà la preparazione di pasta ripiena da passeggio.
Utilizza i migliori prodotti locali e cucina con materie prime di stagione. In questi mesi sono usciti dalla Romagna solo una volta, a Pesaro, ma l’obiettivo sarebbe anche quello di portare fuori regione un po’ dei buoni piatti locali. “Non solo food truck – spiega Simone – perchè al momento possiamo trasformarci anche in catering e non escludo che prima o poi, se le cose andranno bene, si possa fare un pensierino a qualcosa di più strutturato come un locale”.
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